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IL SALERNITANO

Giovedì, 12 Dicembre 2002
Due giorni di festa e confronti a Cetara per parlare della "colatura" delle alici.
di Sigismondo Nastri.

CETARA - " Colatura d'alici di Cetara: dalla tradizione alla tipicità": è il tema prescelto quest'anno per il consueto appuntamento dedicato " alla riscoperta degli antichi sapori", avviato dalla Pro Loco e fatto proprio dall'associazione "Amici delle alici" costituitasi nei mesi scorsi con l'obiettivo di tutelare storia e tradizione del paese, strettamente legate al mare, alle attività peschereccie, alla salagione delle acciughe.
La manifestazione si avvale del sostegno del comune, della Comunità Montana Penisola Amalfitana, della Provincia di Salerno. Venerdì 13 dicembre, nel chiostro dell'ex Convento S.Francesco, quattro società di quel particolarissimo condimento saranno sottoposte alla degustazione e al giudizio di esperti e gourmet.
Tra questi: Vito Puglia,vice presidente di Slow Food; Alfonso Iaccarino del ristorante Don Alfonso di Sant'Agata sui Due Golfi; Antonio Dipino, del ristorante La Caravella di Amalfi; Pietro Rispoli, del ristorante Al Cenacolo di Salerno; Antonio Fiorillo, del ristorante Lanterna Blù di Porto Maurizio; Davide Paolini, del Sole 24 Ore; Ferdinando Cappuccio, in rappresentanza dell'AssociazioneAmici della Alici.
Sabato, alle ore 18, nella sala polifunzionale "M. Benincasa", è in programma una tavola rotonda, moderata dall'avvocato Costantino Montesanto: Corrado Piccinetti, docente dell'università di Bologna e direttore del Laboratorio di biologia marina e pesca di Fano, parlerà della materia prima della colatura(le alici del golfo): Ezio Falcone ne traccerà l'excursus storico, partendo dal garum degli antichi romani; Vito Puglia delineerà le tappe del cammino che dovrà approdare alla tutela della colatura; Davide Paolini approfondirà l'importanza dei prodotti tradizionali di qualità nel panorama italiano: Durante la serata saranno aperti gli stando delle due aziende produttrici: Delfino Battista Snc e Nettuno di Giordano Ida.
Intanto, c'è un dato positivo. Dopo la sua "riscoperta"da parte della migliore ristorazione, non solo locale, la colatura è stata inserita nell'elenco dei prodotti agro-alimentari tradizionali con decreto ministeriale del 18 luglio 2000. Come avverte Secondo Squizzato, presidente dell'associazione "Amici delle Alici", è ora di "avviare un percorso verso più efficaci forme di tutela previste dalla legislazione vigente". Si punta alla denominazione di origine protetta (Dop):" Una scelta- aggiunge Squizzato- che può nell'assoluto rispetto della tradizione cetarese, valorizzare l'intera filiera di produzione del singolare condimento". Che-è bene sottolinearlo- deve essere derivato dalla salagione di alici lavorate freschissime, pescate in un periodo compreso tra la primavera e l'inizio dell'estate.
Ma cos'è la colatura? E' il succo ottenuto dalla salamoia, quando le alici sono mature. Oggi le tecniche sono cambiate. Ma un tempo, quando si usavano botticelle di legno, la raccolta si aveva perforando le doghe con un secchiello. Dopo di che si passava nel "cappuccio"(alambicco) il liquido, che così diveniva limpidissimo. Lo si conservava poi ( per un tempo alquanto breve ) avveniva in una bottiglia senza tappo; nella quale era d'obbligo porre un ciuffetto di origano. Esistono due modi d'impiego in cucina. Le ricette ce le dà Achille Talarico nel suo famoso libre " Gastronomia salernitana di ieri e oggi" emulsionando la colatura cruda ( in modica quantità), con olio extra vergine di oliva: oppure versandola nell'olio bollente, appena l'aglio si è rosolato.


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